Colpaccio del Mantova, ieri sera, all’Olimpico di Roma. La Lazio incappa in una serata tutta negativa e fallisce la prima uscita ufficiale. L’esordio in Coppa Italia è di quelli che lasciano il segno e conferma il momento poco felice dei biancocelesti che, solo tre mesi fa, disputavano la finale della competizione contro i nerazzurri dell’Inter. Rino Gattuso, alla sua prima panchina romana, non ha difficoltà a fare “mea culpa” ma è chiaro, e si vede, che la delusione è davvero tanta. Un mercato a dir poco anonimo, almeno finora, non entusiasma di certo e mette in difficoltà i protagonisti in campo. Nella serata di ieri si è visto ben poco. Poche idee, ritmi modesti e imprecisione nelle conclusioni, che pure ci sono state. Il resto l’ha fatto la difesa, apparsa latitante in occasione delle due reti messe a segno dagli ospiti nel finale della gara. “Una batosta, un bel cazzotto in faccia” dice il mister alle interviste. “Ora bisogna rialzarsi e pedalare” aggiunge. Evitando di argomentare su acquisti e cessioni. Ma è ovvio che la società debba correre ai ripari, e al più presto. Le cessioni di Gila e Provedel pesano eccome. In entrata, oltre ai difensori Doekhi e Pedraza, Frattesi potrebbe rappresentare il centrocampista ideale dell’undici capitolino, pur non avendo inciso più di tanto nei venti minuti finali che il mister gli ha riservato nel match di ieri sera. Di sicuro occorre ben altro.
Lo sa bene il presidente Claudio Lotito, ma lo sanno benissimo i tifosi che proseguono nella loro protesta. Sugli spalti ce n’erano meno di cinquemila, compreso quelli ospiti. E un loro comunicato non si è fatto attendere nell’immediato post-partita. “Il nostro obiettivo, vi si legge, soprattutto dopo una sconfitta così umiliante, è quello di combattere la dittatura di un uomo che non sa accettare la disfatta e non ha la lungimiranza di capire che è giunto al capolinea. Non sono gli acquisti che ci interessano ma eventualmente gli acquirenti, non sono i risultati che ci importano anche se vogliamo assolutamente vincere, non è la promessa di uno stadio che ci può far cambiare idea”. Due curiosità, per chiudere. L’ultima volta che la Lazio è stata eliminata al primo turno di Coppa Italia risale al campionato 1963-64, quando a passare furono i rossoblu del Cagliari. E ieri sera allo Stadio Olimpico si è registrato un episodio quantomeno inusuale. Ma che, forse, era pure un segno premonitore su quel che stava per accadere. Flaminia, l’aquila da sempre icona dei biancocelesti, nel consueto volo prima della partita, è finita, non si sa bene perché, rovinosamente sugli spalti. Una serata davvero strana.
