C’era il sole, oggi pomeriggio, allo stadio Penzo di Venezia. Sul Napoli invece si addensavano i nuvoloni. Ancora. Di quelli neri che annunciano pioggia da un momento all’altro. Così è stato. Gli Azzurri scivolano di nuovo, in soli quattro giorni, dopo il ko rimediato a Villareal. E a una settimana esatta dalla rotonda e convincente vittoria rimediata al Maradona contro il Frosinone. Sembrava, quella, un’inversione di rotta che potesse portare alla conquista di sei punti nelle due trasferte a seguire. E invece no, le previsioni si sono rivelate molto più rosee del risultato. Zero punti. Senza appello. E ora è crisi, crisi nera. Che rischia di pregiudicare seriamente il resto della stagione. Bisogna che si corra ai ripari, al più presto. O, ancora meglio, a fare chiarezza. Tra tutti gli attori, benintesi. Perché sono davvero tanti i fattori che andrebbero analizzati. Con serietà e professionalità. Il peccato originale dello stato delle cose rimane il mercato estivo dei calciatori. Semplicemente assente, forse solo un paio di ritocchi in entrata. E qualche uscita per fare cassa. La Società si è accontentata di un percorso sparagnino. Che è figlio, a ben vedere, delle spese pazze fatte da ADL per accontentare mister Conte nelle ultime due annate. Giovanni Manna, il DS dei partenopei, è stato l’artefice di un mercato definito a saldo zero. E Max Allegri ha fatto il resto. O, meglio, non l’ha fatto. Il tecnico toscano si è dichiarato sin da subito soddisfatto della rosa a lui affidata. Quasi un patto, alla vigilia della firma del triennale che lo lega ai colori azzurri. L’ha fatto pure oggi, il mister. Con dichiarazioni che, a giochi fatti, sono apparse piuttosto esagerate. O di circostanza. O anche di convenienza. Fumose, ecco. Al punto da sembrare incomprensibili un po’ a tutti gli addetti ai lavori. Come quando afferma che “preoccuparsi adesso non ha senso, serve lucidità”. Oppure quando dice “bisogna far girare gli episodi dalla nostra parte”. O anche quando ammette “non posso pensare di far giocare sempre gli stessi” fino a dire di Lucca “è un buon giocatore, in queste condizioni non è facile giocare” (??).
E no, caro mister. Non siamo per niente d’accordo. La piazza, quella napoletana, e con essa la stampa, sono di palato fine. Da sempre. Tifosi di certo insofferenti ma che sanno di calcio. Quello che fa spettacolo specialmente. Ora il momento si è fatto critico, sul serio. C’è bisogno urgente di chiarezza, di nervi saldi e di scelte, quelle rassicuranti. Non c’è più tempo, almeno per ora, di provare. Occorre un modulo convincente che dia frutti nel breve. Semmai con attori affidabili sul campo. Quelli di prima fascia, per capirci. Quelli che saltano l’uomo. Quelli che divertono, si divertono e vincono. Per gli altri ci sarà spazio, ma in tempi più sereni. Ora non è il caso di rischiare più di tanto. Ora conta solo uscire dal pantano. Al più presto. Vincendo. Già col Bodo, martedì sera.
