Cristian Chivu, allenatore dell'Inter
Siamo solo alle prime giornate di campionato, eppure il programma del prossimo turno prevede tre scontri al vertice che potrebbero già dare più di una indicazione a quello che sarà il prosieguo del torneo di casa nostra. Juventus e Milan si ritroveranno di fronte domenica sera allo Stadium. Una curiosa bizzarria che il calendario ha incasellato alla terza di campionato, proprio a ridosso del debutto Champions che le vede fuori entrambe, per la prima volta da quando il trofeo europeo non si chiama più Coppa dei Campioni. Una ferita non ancora rimarginata che riporta al drammatico, quanto inatteso, epilogo del torneo passato. Lo sa bene Ruben Amorim, coach giovanissimo portoghese, all’esordio sulla panchina rossonera dopo la partenza di Massimiliano Allegri. Conseguite a pieni voti le prime due vittorie, il tecnico lusitano, se a Torino conquistasse l’intera posta, potrebbe scrivere una pagina importante della storia del club che fu di Silvio Berlusconi. L’ultimo trittico di vittorie ad inizio campionato risale infatti al lontano 1958. A firmarlo fu Luigi Bonizzoni che il maestro Gianni Brera chiamava affettuosamente “Cina”. Lo sa ancora meglio mister Spalletti. Lucianone da Certaldo è chiamato a un pronto riscatto dopo lo scivolone incredibile dell’ultima stagione. La conferma in bianconero paradossalmente gli crea una pressione maggiore rispetto al giovane collega. Tanto più che tra le due, in questo primo squarcio di stagione, la Juve è apparsa la meno convincente.
Insomma sembra faccia capolino quel “vietato sbagliare” che alimenta di brutto la tensione della vigilia alla Vecchia Signora. E poi c’è, nella serata di sabato, un interessantissimo Roma – Atalanta. Il match dell’Olimpico, almeno sulla carta, si preannuncia possa essere il più spettacolare dei tre. Gasperini e Sarri sono tanta roba. Come i colleghi, a punteggio pieno, in testa alla classifica. Loro sanno di calcio e, più di tutti, non risparmiano cartucce. Corrono e colpiscono senza tregua e la filosofia del calcio spettacolo viene loro riconosciuta da ogni sponda calcistica. La Roma del Gasp sta esprimendo un ottimo calcio e Malen, in formissima, è un autentico spauracchio per le difese avversarie. Già a quota cinque l’attaccante olandese. Mentre la squadra realizza addirittura due poker con porta inviolata. Dunque i giallorossi partono favoriti. Ma la Dea non starà certo a guardare. Maurizio Sarri, primo anno sulla panchina bergamasca, ha finora messo a segno il massimo possibile. E di certo, per gli orobici, può essere l’uomo giusto per un rilancio, anche in Europa, di una tifoseria esigente ma pure competente. All’Olimpico torna sulla panchina delle ultime stagioni, quella della nord laziale. Brivido che non si può nascondere. Ma da questo punto di vista, a vivere un autentico amarcord è chiamato soprattutto Giampiero Gasperini. Una serata emotivamente difficile, per lui. O forse di più. In fondo, nove stagioni, vissute peraltro nel calcio dei grandi, difficilmente si dimenticano. Al Meazza infine, ma in effetti è il primo dei tre match di cartello, programmato per sabato alle 18,00, si gioca Inter – Napoli. Come dire, la più classica delle sfide negli ultimi anni. Qui il pronostico, almeno sulla carta, e coi dovuti scongiuri dei tifosi partenopei, appare nettamente favorevole ai nerazzurri. Gli uomini di Chivu sono un’autentica corazzata, si conoscono a memoria e giocano pure un calcio gradevole. Il Napoli, di contro, finora non ha assolutamente convinto, fallendo persino la prima in casa col Como di Fabregas. A Max Allegri, successore di Antonio Conte, non manca certo l’esperienza e la capacità di mantenere gli standard partenopei. E soprattutto la voglia di vincere. La squadra è indubbiamente forte ma si ha come l’impressione che sia ancora a corto di preparazione e non abbia ben assimilato gli schemi dell’allenatore. Tornare a mani vuote da Milano potrebbe essere estremamente deleterio anche e soprattutto in prospettiva della gara interna con l’Arsenal.
