Il Collasso Nazionale ha una data d’inizio precisa e una fine altrettanto rapida. Sedici giorni: tanto è bastato perché un progetto presentato come strutturale, capace di ridisegnare il calcio italiano in un orizzonte di “8-10 anni”, si trasformasse in un cumulo di macerie comunicative. Le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo non sono un dettaglio di cronaca: chiudono, con un tratto netto, l’esperimento della cosiddetta Triade.
Il Collasso Nazionale e la fine della Triade
Quando il progetto era stato annunciato, l’accento era caduto tutto sulla parola “lungo termine”. Un percorso pensato per non dipendere dai risultati immediati, costruito attorno a competenze riconosciute nell’ambiente. Maldini e Leonardo, con i loro trascorsi da dirigenti, avrebbero dovuto rappresentare la spina dorsale tecnica di questa fase. Il Collasso Nazionale racconta invece l’esatto contrario: un’architettura che non ha retto nemmeno l’urto delle prime scelte operative.
Dal corteggiamento a Guardiola al caso Pirlo
La cronologia degli eventi aiuta a capire dove si sia inceppato il meccanismo. Prima il tentativo di avvicinamento a Pep Guardiola, naufragato senza mai trasformarsi in trattativa concreta. Poi la vicenda legata ad Andrea Pirlo, diventata il simbolo più citato di questa crisi: una gestione definita da più parti come confusa, quasi contraddittoria nei tempi e nei modi con cui è stata comunicata. Su questo episodio, che ha anticipato molte delle criticità poi esplose, vale la pena tornare leggendo l’analisi sull’occasione persa con Pirlo ct, utile per ricostruire il filo che lega quella scelta al collasso successivo.
Il testa a testa Conte-Mancini
Parallelamente si è consumato un altro capitolo delicato: il confronto, mai risolto con chiarezza pubblica, tra le candidature di Antonio Conte e Roberto Mancini. Due profili diversi per storia e approccio, messi uno contro l’altro in una fase in cui il progetto avrebbe avuto bisogno di indicazioni univoche, non di un dualismo prolungato che ha alimentato incertezza sia dentro che fuori dagli uffici federali.
Comunicazione e improvvisazione: le due parole chiave
Se si dovesse sintetizzare in due termini il motivo del cedimento, sarebbero questi: improvvisazione e comunicazione carente. Non tanto nella qualità delle persone coinvolte, quanto nella capacità di tenere insieme scelte, tempistiche e messaggi pubblici. Un progetto che si dichiara di respiro decennale non può permettersi che ogni singolo passaggio venga percepito come emergenza gestita in corsa. Il Collasso Nazionale nasce esattamente da questo scarto tra l’ambizione dichiarata e la fragilità operativa mostrata nei fatti.
Cosa resta dopo le dimissioni di Maldini e Leonardo
Restano interrogativi aperti su chi guiderà la prossima fase e su quale sarà il grado reale di continuità con l’impostazione precedente. Le dimissioni di Maldini e Leonardo non cancellano il problema di fondo: costruire un progetto pluriennale richiede una stabilità di governance che, in questo caso, non ha retto nemmeno il tempo di una fase preliminare. Chi eredita il dossier dovrà decidere se ripartire dalle stesse premesse o riscrivere completamente il piano, sapendo che il precedente appena consumato peserà su ogni prossima scelta.
