Sei mesi di VAR in Italia: i numeri del successo (e qualche macchia)

Sei mesi di VAR in Italia: i numeri del successo (e qualche macchia)

La stagione 2017/2018 di Serie A è stata la prima in cui il VAR (Video Assistant Referee, di genere maschile come abbiamo già visto) è stato utilizzato sui campi di calcio italiani.

Ne ha analizzato i risultati Tiziano Pieri, ex arbitro internazionale ed esperto di VAR, affermando che seppur nessuno sia perfetto, almeno oggi nel calcio c’è più giustizia. Una promozione a tutti gli effetti per la tanto invocata (e a volte vituperata) moviola in campo, che tuttavia “ha di fatto eliminato le proteste in campo e sugli spalti, corretto diversi errori evidenti, evitandone altri, e dopo 188 partite gli errori gravi ed evidenti commessi dalla Var sono stati appena sei” ha affermato Pieri. In totale, l’assistente virtuale dell’arbitro ha corretto le decisioni del direttore di gara in 45 occasioni, garantendo la concessione di 18 rigori e il ripensamento su 7 precedentemente assegnati.

Mariani il più “varista”, Calvarese totalmente immune

Nove sono stati i gol annullati per fuorigioco, tre i fuorigioco dichiarati errati dopo la segnalazione del guardialinee. Sul campo della condotta in campo, il VAR ha “espulso” in dieci occasioni, due delle quali riconducevano a chiare occasioni da rete. Fermandoci sempre al solo girone d’andata, gli arbitri che hanno fatto più ricorso all’assistente virtuale sono stati Mariani (5 volte) e Valeri (4). Non hanno mai fatto richiesta di consultare la moviola in campo invece Irrati e Calvarese, con quest’ultimo che non ha mai interpellato l’arbitro neanche quando era suo compito visionare lo schermo. Di fronte allo schermo il più attivo invece è stato Fabbri, che in 5 circostanze è intervenuto per far modificare una decisione presa in campo dall’arbitro.

Ma non è tutto oro quel che luccica. Il VAR va infatti valutato, e non è detto che la valutazione sia sempre condivisibile. Si pensi ad esempio al rigore assegnato al Genoa nella gara casalinga contro la Juventus con Galabinov in fuorigioco, al gol convalidato a Verde (in chiara posizione di offside) durante Sassuolo-Verona o all’evidente rigore negato al Bologna nella gara casalinga contro il Cagliari.

Segno evidente che la tecnologia nel calcio è cosa buona e giusta, ma solo se riesce a collaborare costruttivamente col fattore umano.

Leave a Reply