Ronaldinho dà l’addio al calcio giocato

Ronaldinho dà l’addio al calcio giocato

Roberto de Assis Moreira, rappresentante, fratello e agente di Ronaldinho ha annunciato che il suo assistito lascia ufficialmente il calcio professionistico.

Non si tratta certo di un fulmine a ciel sereno: Dinho – all’anagrafe Ronaldo de Assis Moreira – non calcava un campo di calcio dal 2015, anno in cui ha disputato il suo ultimo incontro ufficiale con la maglia di Fluminense di Rio de Janeiro. Ma l’addio dell’asso brasiliano fa notizia a prescindere da tutto: lui è stato forse il primo campione dell’era di internet, quello che i tifosi hanno amato e ammirato prima grazie ai video di YouTube, poi con l’abbonamento allo stadio.

In Italia i più fortunati sono stati sicuramente quelli del Milan, maglia che il Gaucho ha vestito per tre stagioni regalando gol e magie: dal 2008 al 2011 – gli anni di Ronaldinho in rossonero – l’asso brasiliano ha collezionato 95 presenze andando a segno 26 volte.

Nel 2005 il Pallone d’Oro. Il futuro forse è in politica

Tuttavia i trofei più importanti sono arrivati in altre realtà, si pensi alla Champions League e ai due campionati vinti con il Barcellona fra il 2005 e il 2006. Sempre nel 2005 arriva per lui la conquista del Pallone d’Oro come migliore calciatore al mondo. Una carriera iniziata da giovanissimo (nel 1999 vinceva la sua prima Copa America, nel 2002 si laureava campione del mondo in Giappone/Corea).

Al netto dei successi personali e di gruppo, Ronaldinho rimane unanimemente considerato uno dei calciatori più talentuosi dell’ultimo ventennio, sicuramente uno dei 100 migliori di sempre. E oggi ha detto addio al calcio.

“Si è fermato. È finita. – ha esordito il fratello Roberto nel dare la notizia –  Faremo qualcosa di grande, dopo la Coppa del Mondo, probabilmente ad agosto”. Recentemente qualcuno ha paventato la possibilità che Ronaldinho abbia scelto la politica per il suo futuro.

All’uomo non possono andare che i nostri migliori auguri; al calciatore l’intero mondo del pallone chiede di non abbandonare i campi da gioco, qualsiasi sarà il ruolo che deciderà di ricoprire.

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