Juve: Bernardeschi sceglie la maglia numero 33. “La 10? Dovrò meritarla”

Juve: Bernardeschi sceglie la maglia numero 33. “La 10? Dovrò meritarla”

Ogni volta che un calciatore passa dalla Fiorentina alla Juventus, la trattativa assume toni da romanzo epico. Non ha fatto eccezione l’estenuante tira e molla che ha portato a vestire la casacca bianconera Federico Bernardeschi, in viola dal 2003, quando ancora militava nelle giovanili.

E dopo la mole di insulti che sono piovuti sul giovane centrocampista di Carrara da parte di una porzione di tifoseria gigliata, nella giornata di ieri Bernardeschi è stato ufficialmente presentato ai suoi nuovi tiposi in conferenza stampa. Da Boston, dove la Juventus sta attualmente disputando delle gare amichevoli in seno alla International Champions Cup, Bernardeschi ha già spiazzato molti dei suoi nuovi sostenitori, rifiutando di vestire la maglia numero 10 e preferendo a questa la numero 33.

Le motivazioni sono presto dette: “perché sono religioso“, ha esordito fra il serio e il faceto il nuovo acquisto della Juve, salvo poi precisare che “la Juventus fa parte della storia del calcio” perciò la numero 10 va meritata. Vedremo se sarà così; per il momento il centrocampista ha già iniziato le prime sessioni di allenamento con i nuovi compagni presso il Babson College, con l’obiettivo non dichiarato di essere pronto a giocare una fetta di partita contro la Roma che avrà luogo domani al Gillette Stadium di Foxborough (MA).

Se la preparazione fisica potrebbe non essere al top, il progetto mentale di Bernardeschi pare invece ben delineato: lavorare duro per giustificare i 40 milioni spesi dalla Vecchia Signora al fine di assicurarsi le sue prestazioni e, magari, riuscire col tempo a trovare risultati e coraggio per vestire la maglia che fu di Del Piero, Sivori e Platini.

Nonché di un altro talento cristallino del calcio italiano che all’epoca venne considerato, come Bernardeschi, “grande traditore” della curva fiesole: Roberto Baggio.

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